Verso l’edizione 2018. Il punto con Annamaria Malato

23 marzo 2018

Dopo il grande successo dell’anno scorso, Più libri guarda al futuro, e in particolare alla prossima edizione, con orgoglio e ambizione, con la conferma di essere l’evento culturale più importante della capitale dedicato all’editoria e uno dei più rilevanti in Italia. Ogni anno, editori, autori e lettori trovano in fiera uno spazio di confronto privilegiato, grazie alla ricchezza dell’offerta tematica e all’articolazione degli eventi proposti. Il trasferimento alla Nuvola ha reso poi concretamente possibile l’aumento degli spazi a disposizione del pubblico e degli espositori: un incremento che da tempo era avvertito come una priorità per lo sviluppo di #piulibri.

“Vorrei sottolineare che il primo successo della manifestazione fu nell’anno della sua inaugurazione, il 2002 – racconta Annamaria Malato, presidente di Più libri più liberi –. Da allora, per sedici anni, il nostro pubblico ci ha seguito, si è consolidato ed è cresciuto in maniera costante. Quella del 2017 è stata però, come tutti hanno potuto riscontrare, un’edizione da record: 102 mila ingressi. Certamente la nuova, spettacolare sede che ci ha ospitato ha contribuito a creare l’interesse dei visitatori, non solo romani, ma quegli stessi visitatori  hanno affollato i nostri stand e i nostri incontri, e soprattutto hanno acquistato molti libri, fino al 100% in più delle precedenti edizioni”.

Quali sono stati i punti di forza della scorsa edizione?

Credo che il primo punto di forza della nostra manifestazione rimanga la sua identità: la più importante vetrina della piccola e media editoria nel suo insieme. Come ricorda spesso anche il presidente dell’Associazione italiana editoriRicardo Franco Levi, stiamo parlando in termini numerici di un terzo dell’editoria italiana, ma questo dato non corrisponde affatto alla sua visibilità in libreria. E dunque poter vedere quanto vitale sia questo settore, incontrare gli editori, capirne i progetti è una caratteristica che rende unica Plpl nel mondo degli eventi editoriali.
Il nostro programma è sicuramente un altro elemento molto importante, pensato e studiato per ogni tipo di pubblico: erano affollati gli incontri con giganti della letteratura come Aramburu o Camilleri, ma anche quelli di saggistica con Andrea Giardina o Alessandro Barbero, quelli sulla grafic novel, con Zerocalcare e tanti altri; è stato seguitissimo il programma scuola, con partnership importanti quali L’Istituto Treccani o Repubblica Scuola, che ripercorreva con i ragazzi il tema portante della manifestazione: la legalità. E infine sono stati molto frequentati e utili per tutti noi gli incontri professionali, pensati da Diego Guida e Giovanni Peresson, come veri momenti di confronto e dibattito sui temi fondamentali del nostro settore visti dalla prospettiva dei piccoli editori.
Un ultimo punto di forza è stato il focus su attualità e politica, favorito da importanti collaborazioni con i principali media.

Quali direzioni si dovranno seguire per l’edizione 2018?

L’edizione 2017 è stata anche la prima importante occasione in cui la Nuvola ha aperto le porte al pubblico, e dunque alcuni aspetti logistici possono senz’altro essere migliorati, come ad esempio una più snella gestione dei flussi che velocizzi le code agli ingressi. Ma credo che la direzione presa, quella di un legame forte con una città che – al di là di ogni narrazione corrosiva che se ne compie sui media  ogni giorno – è invece viva e vitale, sa esprimere un grande progetto culturale e rispondere con entusiasmo a tale proposta, vada consolidato. Mi piace pensare che da Più libri passi un ritrovato orgoglio romano, passi l’immagine di una Capitale che rivendica il suo ruolo, anche nella cultura. Questo è l’obiettivo ambizioso che ci poniamo.

Come si consoliderà la relazione tra lo spazio espositivo della Nuvola e la Fiera, in termini di rapporto con gli editori e con il pubblico?

Il legame che si è instaurato tra la Nuvola e Plpl è forte dalla nascita: abbiamo aiutato ad aprire questo splendido spazio architettonico al pubblico, abbiamo consentito una riappacificazione tra i romani e un’opera che veniva percepita come emblema di sprechi e corruzione, abbiamo permesso agli editori indipendenti di appropriarsi per cinque giorni di un contesto eccezionale che nessuna altra fiera al mondo può vantare. Il rapporto con gli amici di EUR spa è molto solido: abbiamo un contratto per un altro anno, ma non credo che sarà un problema rinnovarlo per le edizioni a venire. Credo che già oggi tutti quanti percepiscano chiaramente la Nuvola come la casa di Plpl.

Alcune anticipazioni sulle novità dell’edizione di quest’anno?

Due parole d’ordine per la prossima edizione: rinforzare la valenza internazionale della fiera e rendere la fruizione della manifestazione ancora più accogliente per i lettori che la visiteranno. La strategia di comunicazione non cambierà: punteremo ancora sul rapporto forte tra l’evento, la città e la Nuvola che si è creato nella scorsa edizione.


Questo è un articolo della newsletter di Più libri più liberi a cura del Giornale della Libreria, per consultarla clicca qui.

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